Bologna: disperato erotico stomp!

C'ero già stato a Bologna, credo fosse il 1998. Ci andai per fare un servizio al MotorShow quando ancora producevo Musica Centrale su Televomero. Purtroppo non ebbi modo di girarla molto e quindi tornarci è stato come andarci per la prima volta. 

Bologna, come tutte le città del Nord Italia è una ciottà ben organizzata, molto molto carina ed il centro storico è davvero delizioso, piccolo e accogliente.

Ma Bologna sa colpirti e rapirti il cuore di notte, è una sensazione che non si può spiegare, bisogna viverla. Per tutto il weekend non ho fatto altro che canticchiare quella bellissima canzone di Lucio Dalla che fa così:

Ti hanno visto bere a una fontana 
Che non ero io
Ti hanno visto spogliata la mattina 
Biricchina biriccò
Mentre con me non ti spogliavi 
Neanche la notte
Ed eran botte, Dio, che botte
Ti hanno visto alzare la sottana
La sottana fino al pelo, che nero
Poi m'hai detto "Poveretto
Il tuo sesso dallo al gabinetto"
Te ne sei andata via con la tua amica
Quella alta, grande fica
Tutte e due a far qualcosa di importante
Di unico e di grande
Io sto sempre in casa, esco poco
Penso solo e sto in mutande
Penso a delusioni, a grandi imprese 
A una thailandese
Ma l'impresa eccezionale, dammi retta
È essere normale
Quindi, normalmente 
Sono uscito dopo una settimana
Non era tanto freddo, e normalmente 
Ho incontrato una puttana
A parte i capelli, il vestito 
La pelliccia e lo stivale
Aveva dei problemi anche seri 
E non ragionava male
Non so se hai presente 
Una puttana ottimista e di sinistra
Non abbiamo fatto niente
Ma son rimasto solo
Solo come un deficiente
Girando ancora un poco ho incontrato 
Uno che si era perduto
Gli ho detto che nel centro di Bologna 
Non si perde neanche un bambino
Mi guarda con la faccia un po' stravolta 
E mi dice "Sono di Berlino"
Berlino, ci son stato con Bonetti
Era un po' triste e molto grande
Però mi sono rotto
Torno a casa e mi rimetterò in mutande
Prima di salir le scale mi son fermato 
A guardare una stella
Sono molto preoccupato 
Il silenzio m'ingrossava la cappella
Ho fatto le mie scale tre alla volta 
Mi son steso sul divano
Ho chiuso un poco gli occhi
E con dolcezza è partita la mia mano