Gianluca Di Pietro

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Gianluca Di Pietro Gianluca Di Pietro ha pubblicato un articolo venerdì 16 ottobre 2026
Agenti AI oltre il codice: cosa insegna il caso Amp su costi e autonomia

Agenti AI oltre il codice: cosa insegna il caso Amp su costi e autonomia

AI

Quando si parla di agenti AI, l'esempio più citato è quasi sempre lo sviluppo software. Il caso di Amp, pubblicato da OpenAI il 14 ottobre, è interessante perché va oltre: l'agente accompagna il lavoro dalla decisione su cosa costruire fino alla documentazione, al design e perfino al marketing. Ci sono lezioni utili anche per chi non sviluppa prodotti, ma gestisce sistemi, processi e automazioni in azienda.

Un agente che esce dal repository

Secondo quanto racconta il CEO Quinn Slack, Amp supporta l'intero percorso: scegliere cosa costruire, scrivere il codice, progettare le pagine. I modelli OpenAI coprono la maggior parte dei token utilizzati dal prodotto, e Amp sceglie i modelli in base a ciò che funziona meglio per i propri utenti.

Il dato più interessante è l'uso non legato allo sviluppo. Il team, composto da 20 persone, usa agenti anche per la crescita: non c'è qualcuno dedicato al marketing, ma c'è un agente dedicato. Lo stesso schema vale per la documentazione e per le pagine di design, che devono rispettare standard molto esigenti. Il pattern è ricorrente: ogni volta che un processo ha regole chiare e un risultato verificabile, un agente può farne una parte rilevante.

Il costo dei token come freno nascosto

Quando il lavoro affidato agli agenti cresce, il costo dei token smette di essere un dettaglio e diventa un vincolo. Amp riferisce che alcuni utenti arrivano a consumare 10 miliardi di token a settimana. Il punto sollevato è sottile: se ogni incremento di consumo viene controllato, le persone smettono di esplorare che cosa l'agente sia capace di fare. Per questo Amp ha introdotto l'accesso con "Sign in with ChatGPT", che dà più token e più modelli, incluso GPT-6 Astra.

Nella pratica di un'azienda tipica il problema si ripete in piccolo. Un budget troppo stretto per ogni singola chiamata porta a usare male lo strumento: si rinuncia ai compiti lunghi, che sono proprio quelli dove l'agente rende di più. La domanda giusta non è "quanto costa una chiamata", ma "quanto costa un obiettivo completato".

Più autonomia, più verifica

Quinn parla di dare all'agente un "longer leash", cioè più corda. Il ragionamento è che l'autonomia rivela le capacità reali: se l'agente può lavorare più a lungo e con meno interruzioni, si scopre cosa sa fare davvero. Anche la velocità cambia il quadro. La modalità Ultrafast, testata con GPT-6 Astra, riduce il tempo di attesa e quindi il multitasking tra più agenti, e lascia più spazio all'autoverifica.

Il rovescio della medaglia è evidente. Più autonomia significa più lavoro da controllare, e un agente veloce che sbaglia produce errori più in fretta. Anche l'interfaccia vocale, con Puck e la modalità GPT-Live-1, che permette di seguire il lavoro degli agenti lontano dalla scrivania, è un'utilità reale ma va governata: chi risponde a un agente in movimento deve sapere cosa sta approvando.

Va detto che il testo è una testimonianza di un'azienda che usa il proprio prodotto. Non riporta tassi di errore, confronti di costo o metodologie di misura, quindi va letto come un caso d'uso, non come una prova di efficacia.

In pratica
1. Misura il costo per obiettivo completato. Scegli due workflow ripetitivi, registra i token consumati e il risultato ottenuto, e confronta il costo medio per task riuscito.
2. Aumenta l'autonomia a gradini. Parti da un compito a basso rischio con revisione obbligatoria, e allarga il perimetro solo quando i controlli reggono per alcune settimane.
3. Testa i modelli sul tuo caso. Prendi uno o due task reali, eseguili con due modelli diversi in ambiente di prova e confronta qualità, tempi e costo prima di scegliere.

Se stai già usando agenti fuori dallo sviluppo software, scrivi nei commenti in quale processo li hai introdotti per primo: sono le esperienze concrete a rendere utile questo tema. Se l'articolo ti è stato utile, condividilo con chi nel tuo team sta valutando l'automazione e iscriviti per i prossimi approfondimenti.

Fonte: OpenAI, "Amp puts AI agents to work beyond code with OpenAI models", 14 ottobre 2026: https://openai.com/index/amp-beyond-coding

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